Voucher lavoro tracciabili, PMI penalizzate

di Barbara Weisz

Pubblicato 14 Luglio 2016
Aggiornato 15 Luglio 2016 09:13

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Integrazioni al Jobs Act: la tracciabilità dei voucher lavoro riduce le semplificazioni e favorisce il lavoro nero, rilievi anche su controllo a distanza dei lavoratori e dimissioni online.

Burocrazia
Perplessità
sui nuovi obblighi di
tracciabilità per i voucher lavoro, che comportano ulteriori adempimenti burocratici per le imprese penalizzando il ricorso ad uno strumento in grado di stimolare l’offerta di lavoro: è quanto ha riportato Rete Imprese Italia in audizione alla commissione Lavoro della Camera, sul provvedimento del governo di integrazione al Jobs Act. Si tratta del decreto legislativo che dispone correttivi ai dlgs 81, 148, 149, 150 e 151 del 2015 (tutti attuativi della Riforma del Lavoro) approvato dal CdM il 10 giugno.

=> Voucher Lavoro, il decreto tracciabilità

Le imprese devono effettuare una nuova comunicazione, 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro accessorio:

«anche se l’obiettivo di garantire la piena tracciabilità dei voucher, soprattutto per contrastare la concorrenza sleale a danno degli imprenditori che utilizzano correttamente questo strumento, appare condivisibile, nella pratica attuazione, però, bisogna evitare che il nuovo intervento normativo sia in contrasto con le esigenze di semplificazione che devono improntare ogni intervento normativo. Lo scotto da pagare, diversamente, potrebbe essere quello di alimentare il lavoro nero. I criteri, inoltre, devono essere validi per tutti i settori e le tipologie di rapporto di lavoro, senza introdurre, come invece fa questo provvedimento, ingiustificate differenziazioni».

Quest’ultimo rilievo si riferisce, con ogni probabilità, alle speciali regole applicabili per l’agricoltura e i professionisti.

Altre osservazioni

Rilievi critici anche su inasprimento delle sanzioni per le imprese che non rispettano le quote di assunzione disabili, nuove norme sul controllo a distanza dei dipendenti (richiesta la possibilità di far valere non solo gli accordi aziendali, per installare sistemi di videosorveglianza, ma anche accordi territoriali) e infine sulle dimissioni online (anche qui, si sollecitano semplificazioni, nel rispetto del criterio generale relativo ai “comportamenti concludenti” dai quali si possa evincere chiaramente la volontà del lavoratore di dimettersi).

Misure promosse

Rete Imprese Italia esprime invece parere positivo sui contratti di solidarietà, strumento che tutela «efficacemente l’occupazione e lo sviluppo del lavoro, abbandonando la logica di mera tutela del reddito che per molti anni ha accompagnato le politiche sociali». La legge introduce una nuova possibilità per le imprese, che possono trasformare i contratti di solidarietà difensiva (strumento per evitare licenziamenti in periodi di crisi) in solidarietà espansiva (strumento per effettuare nuove assunzioni), senza aumentare la riduzione di orario già concordata.

=> Solidarietà espansiva con trasformazione accordi

Fra gli altri contenuti del decreto che incontrano il favore delle PMI, le novità su ANPAL (agenzia nazionale per il lavoro) e ispettorato del Lavoro.

Per approfondire. il testo del dlgs